Skip to content

M a r c   W e l d e r

Menu
  • Home
  • Recensioni
  • Articoli
  • Opere
    • Saggi
    • Romanzi
    • Racconti
    • Sculture
  • Bibliografia
  • Chi è Marc Welder
  • Scrivimi
Menu

Intelligenza artificiale e scrittura: manifesto sull’arte e sulla trasparenza commerciale

Posted on 12/08/2026

Alcuni mi chiedono: «non sei preoccupato che l’IA possa sostituire gli scrittori?».
Risposta: «No, affatto».

Tuttavia, credo che il tema si debba articolare in quattro nodi fondamentali:

  1. Differenza tra simulazione e comprensione
  2. L’uso che l’uomo fa dell’IA per ingannare
  3. Differenza tra Arte e Merce
  4. L’artista e il manovale (la vera diatriba)

Ma procediamo per ordine.

1. Differenza tra simulazione e comprensione

È fuor di dubbio che un’IA sia in grado di simulare un qualsiasi stile autoriale una volta assimilato, fermo restando che la suddetta IA non sia una vera intelligenza, bensì una simulazione di intelligenza.
È un po’ come la differenza che passa tra chi ha studiato comprendendo l’argomento e chi ripete a pappagallo.

Ne consegue che, se tale “simulazione” è possibile, bisogna fare una sostanziale differenza tra: “creare merce narrativa” e “creare opere d’arte”.

Ed è lì che si gioca la partita.

2. L’uso che l’uomo fa dell’IA per ingannare

Nel caso della “creazione di merce narrativa” tramite IA, ritengo che debba essere obbligatoria una dichiarazione di “trasparenza commerciale”, che ne definisca l’origine creativo-artificiale (anche se in percentuale).

In tal caso, l’uomo dietro la macchina dovrà firmarsi non come scrittore/autore, bensì come ideatore e/o soggettista, se vogliamo, in tutte le varie forme di percentuale che possano definire tale confine.

Perché – siamo onesti – nessuno potrà vietare che qualcuno, per mero guadagno, scelga di scrivere con l’IA opere nello stile dello scrittore X. Lo stanno già facendo (così come ci stanno riempiendo di contenuti scritti da IA, ma firmati da umani).
È invece basilare che ciò sia dichiarato, affinché anche le opere di questo tipo si ritaglino la propria fetta di mercato di “AI Generated”.

Altrimenti è un tentativo di ingannare l’acquirente e il lettore, e questo, al paese mio, è una truffa.

Perché, sì, nascondere l’origine di un’opera spacciata come originale-umana è una truffa a tutti gli effetti.
E ciò è grave, molto grave, ma ciò che più importa è che in quel caso non è arte.


Per intenderci, è la stessa distanza che passa tra un Rembrandt autentico e la sua copia perfetta. Ma il mondo dei falsi d’autore esiste fin dall’alba del collezionismo, pertanto va quanto prima normato.

Ed è questo punto, quello focale.

3. Differenza tra Arte e Merce

Potrei benissimo utilizzare l’IA per generare tutte le storie che mi passano per la testa, ma parliamoci chiaro, la scrittura, così come ogni processo artistico, è magia (e non lo dico io, lo dice Alan Moore). È un processo di ascensione e di trasformazione del piombo in oro che ti avvicina all’assoluto.

E perché dovrei utilizzare l’IA in questo percorso personale?

Per barare? Con chi? Con me stesso? A che pro?

Sì, per ogni artista è indubbio che l’IA con le sue funzionalità possa essere un efficace assistente, ed è anche giusto che lo sia, soprattutto quando fa ciò che teorizzò Wiener con la cibernetica: permettere un “uso umano degli esseri umani”.

Ma quando parliamo di processo creativo, demandarlo all’IA sarebbe solo funzionale al livello economico. Inoltre sarebbe un’ulteriore prova che gli specchietti del capitalismo ci stanno distraendo dall’evoluzione


Per questo non mi sento minacciato, perché chi crea con l’IA non è un artista, è un manovale.
E se poi è questo che il nostro mondo sistema economico premierà, allora noi artisti ci estingueremo, ma almeno moriremo felici e migliori di quando siamo nati.

4. L’artista e il manovale

Pertanto, la diatriba non è tra l’arte e l’IA, bensì tra l’artista è il manovale.
E io, da artista, non ho nessun motivo di sentirmi minacciato dal manovale.
Lui è al servizio del dio denaro, io sono al servizio del dio “me stesso”.

Ciò che differenzia noi artisti da IA e manovali è difatti il filtro della nostra coscienza.

Perché io scelgo di scrivere una determinata opera, in un determinato modo, in un determinato stile, con una determinata trama, con determinate parole, con una determinata sintassi e semantica perché sono io che lo voglio e io che lo scelgo.
Perché sono io che conosco le regole, le fletto o so quai scelgo di infrangere.
Perché sono il mio ego e la mia coscienza a sentire più vivi alcuni temi rispetto ad altri, a spingermi a diffondere i miei pensieri usando il mezzo narrativo. Perché sono io il “welder” delle mie scelte artistiche.

E anche se un giorno l’IA acquisisse consapevolezza e “intenzione”, allora avremmo un nuovo autore-IA che vorrà scrivere le sue ispirazioni, non le nostre. E se la storia viene creata interamente dall’IA, senza intervento umano, perché non accettare che un IA diventi un autore?

Basta saperlo.

Indubbiamente avrà anche lei i suoi fan e la sua fetta di mercato. Magari fan umani o magari altre IA dotate di coscienza. E sarebbe un problema avere un altro autore tra i milioni che siamo?
Al massimo potrà spronarci a fare meglio.

Quindi, tornando a noi,
non ho paura di un altro autore che si chiamerà IA;
e non ho paura di un manovale che userà l’IA per non fare arte;
ho paura solo di chi, a fine di lucro, non avrà l’onestà, intellettuale e personale, di dichiarare gli utilizzi dell’IA generativa.

E chi lo fa, non solo inganna l’artista dentro di sé, ma soprattutto il mercato.
E cos’è costui se non un truffatore?

Pertanto, prego, tu, stupido sciocco, accomodati e vendi spacciandoti per umano, crogiolati nella ricchezza dei tuoi inganni e nella tua pochezza d’animo, ma poi prendi quei soldi e portateli nella tomba.

Perché l’assoluto non fa per te.

Cari saluti,
da Marc Welder

Share the post "Intelligenza artificiale e scrittura: manifesto sull’arte e sulla trasparenza commerciale"

  • Facebook
  • WhatsApp
  • Twitter
  • Pinterest
  • Reddit
  • Email
  • Bluesky

Ricerca

In evidenza

  • Intelligenza Artificiale e scrittura: manifesto sull’arte e sulla trasparenza commerciale
  • Flettere la realtà: la speculative fiction come riflesso dell’anima
  • Harlan Ellison, ovvero: la bestia che gridava amore al cuore del mondo
  • 1984 di Orwell – Leggerlo è un dovere
  • Dream Theater – Scenes From a Memory: Metropolis Part 2
  • Tu Leggi Sutter Cane? – Il Seme della Follia di John Carpenter

IN LETTURA

goodreads.com

Le Sculture di Marc Welder

Le Sculture di Marc Welder

#Tag

Blade Runner cancro nanomeccacnico Capolavoro cinema fantascienza cinema horror clive barker Cronache Di Un Sole Lontano Del Toro Derry distopia diversi elettronica fanta-horror Fantascienza fantascienza distopica Film Heavy Metal Horror Humandroid industrial Industrial Metal IT John Carpenter Libri di Sutter Cane Lovecraft Marc Welder Metallo Urlante mostri Musica Necromeccanica Neil Blomkamp neil gaiman Nine Inch Nails Pennywise Post-Cyberpunk Racconti Ridley Scott Rock & Metal in my Blood Romanzi di Sutter Cane Romanzo Stephen King Sutter Cane Tu leggi Sutter Cane Valerio Evangelisti Vampiri

Articoli

  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Settembre 2025
  • Gennaio 2023
  • Agosto 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Gennaio 2018
  • Ottobre 2017
  • Maggio 2017
  • Aprile 2017
  • Dicembre 2016
  • Ottobre 2016
  • Luglio 2016
  • Maggio 2016
  • Aprile 2016
  • Aprile 2011

Policy Privacy | Cookie Policy | Termini e Condizioni

©2026 M a r c   W e l d e r | Design: Newspaperly WordPress Theme
Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}