Recensione di Demonic di Neil Blomkamp

Recensione di Demonic di Neil Blomkamp

demonic-film-Neill-Blomkamp-posterScrivere una recensione di Demonic di Neil Blomkamp non è un’impresa facile. Non tanto per la sua complessità, quanto per il dubbio se possa o meno essere considerato il suo nuovo film dato che, a quanto pare, sembra sia stato girato praticamente di nascosto.

Demonic, di per sè, non è nie nte di trascendentale, un fanta-horror con un’idea anche carina, ma una trama che poteva essere sviluppata molto meglio. Gli esperimenti sulla tecnica del motion-capture sono molto interessanti, così come tutti i lavori degli Oats Studios di Blomkamp, ma là dove zoppica maggiormente il film è dal punto di vista della sceneggiatura.

Alcuni personaggi non convincono, le ricerche sull’occulto sono grossolane, poco attente e pertanto poco credibili, ed impattano purtroppo sulla sospensione dell’incredulità dello spettatore. Inoltre, forse perché Blomkamp non ha nelle sue corde l’horror quanto la fantascienza, sono assenti momenti di tensione tali da spaventare o colpire lo spettatore e il più delle idee sono state “già viste” (The Cell, Nightmare, Vampires).

Demonic-motion-captureQuella che è stata la mia impressione è che non ci troviamo davanti al vero e proprio “nuovo” film di Blomkamp, altminenti avrebbe avuto molta più risonanza anche solo nella fase di promozione, ma più alle prese con un film indipendente a basso budget, girato durante la pandemia e senza pretese.

Prima di dare giudizi, però, ci sarebbe da chiedersi: Che fine ha fatto Blomkamp tra Humandroid (2015) e Demonic?

Oats StudiosCome vi segnalai in questo articolo, nel 2017 Blomkamp ha creato la sua casa di produzione, gli Oats Studios, e si è dato a dei corti sperimentali distribuiti gratuitamente sul web con la volontà di slegarsi dalle dinamiche più mainstream e al cui gioco si sono prestati attori come Sigourney Weaver, Dakota Fanning e l’immancabile amico Sharlto Copley. L’intenzione era quella di avere una totale liberà creativa e di sperimentazione tecnica, confidando che tra le tante idee potesse emergere quella adatta per un futuro lungometraggo, com’era successo già per District 9.

Chiarito questo, e fermo restando un evidente declino della produzione di Blomkamp da District 9 in poi, non mi sento di stroncare Demonic trattandolo come vero e proprio ritorno da parte del regista, ma mi sento di intenderlo per quello che sembra essere stato: un passatempo durante la pandemia.

Nonostante le perplessità e nell’attesa di qualcosa di più soddisfacente, vi consiglio invece di recuperare i corti degli Oats Sudios che ho trovato tutti estremamente interessanti, tant’è che dopo l’esperienza di “Love, Deats + Robots” Netflix li ha rispolverati e sono disponibili (anche se non tutti) sulla sua piattaforma sottotitolati in italiano.

Se volete saperne di più potete trovare tutti i corti degli Oats Studios, inclusi quelli non ancora integrati in Netflix, al seguente link al suo canale.

Buona visione da Marc Welder

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